DETOX Fashion di Greenpeace

DETOX Fashion di Greenpeace

Purtroppo seguire la tendenza della prossima stagione della moda ha i suoi risvolti negativi, siamo tutti a conoscenza di quanto le grandi case di moda oggi siano disposte a inquinare l’ambiente pur di soddisfare le esigenze del mercato.

Le sostanze chimiche e i coloranti utilizzati sono tossici e dannosi per l’ambiente circostante, vengono utilizzati per la grande mole di vestiti che indossiamo e la conseguenza è l’avvelenamento delle acque, non solo, anche di noi stessi che indossiamo questi capi.

Le sostanze chimiche coinvolgono tutte le fasi del tessile, dalla produzione, alla pittura dei tessuti, al lavaggio e alla finitura, producendo scarichi che contaminano le risorse idriche circostanti, è stata rilevata la presenza di sostanze tossiche anche nei pesci, uccelli e mammiferi di ogni tipo, nel latte materno, soprattutto in una delle zone più contaminate oggi, come la Cina.

Alcune sostanze alterano il sistema ormonale dell’uomo e anche quello riproduttivo, molte degradano troppo lentamente, accumulandosi e influendo su tutto il sistema. L’acqua è il mezzo che permette l’invasività di queste sostanze all’interno di tutti gli organismi viventi, compromettendone le funzioni vitali.

Per queste motivazioni Greenpeace.org ha dato vita all’iniziativa DETOX Fashion.

Tra le adesioni troviamo grandi nomi e molti amanti del fashion, attivisti, modelli e designer che denunciano una tendenza apparentemente inarrestabile.

Tra i nomi italiani troviamo Berbrand, Besani, Italdenim, Miroglio, Tessitura Attilio Imperiali e Zip Gfd, che operano dietro i più grandi marchi di lusso e che hanno scelto di seguire l’iniziativa DETOX Fashion di Greenpeace, iniziando la maggior parte delle sostanze chimiche più pericolose.

DETOX Fashion di Greenpeace

Purtroppo seguire la tendenza della prossima stagione della moda ha i suoi risvolti negativi, siamo tutti a conoscenza di quanto le grandi case di moda oggi siano disposte a inquinare l’ambiente pur di soddisfare le esigenze del mercato.

Le sostanze chimiche e i coloranti utilizzati sono tossici e dannosi per l’ambiente circostante, vengono utilizzati per la grande mole di vestiti che indossiamo e la conseguenza è l’avvelenamento delle acque, non solo, anche di noi stessi.

Le sostanze chimiche coinvolgono tutte le fasi del tessile, dalla produzione, alla pittura dei tessuti, il lavaggio e la finitura, producendo scarichi che contaminano le risorse idriche circostanti, inoltre, è stata rilevata la presenza di sostanze tossiche anche nei pesci, uccelli e mammiferi di ogni tipo, non da meno nel latte materno, soprattutto in una delle zone più contaminate oggi, la Cina.

Alcune sostanze alterano il sistema ormonale dell’uomo, di conseguenza anche quello riproduttivo, molte degradano troppo lentamente, accumulandosi e influendo su tutto il sistema. L’acqua è il mezzo che permette l’invasività di queste sostanze all’interno di tutti gli organismi viventi, compromettendone le funzioni vitali.

Greenpeace.org ha dato vita all’iniziativa DETOX Fashion.

Tra le adesioni troviamo grandi nomi e molti amanti del fashion, attivisti, modelli e designer che denunciano una tendenza apparentemente inarrestabile.

Tra i nomi italiani troviamo Berbrand, Besani, Italdenim, Miroglio, Tessitura Attilio Imperiali e Zip Gfd, che operano dietro i più grandi marchi di lusso e che hanno scelto di seguire l’iniziativa DETOX Fashion di Greenpeace, iniziando la maggior parte delle sostanze chimiche più pericolose.

Celeste Priore