Abbigliamento moda sostenibile dove e come comprare!

Redazione

Dove comprare abbigliamento sostenibile?

Quando il verde va di moda 

 Di Grazia Esposito 

È inutile negarlo, l’ecosostenibilità va di moda. Fare acquisti sostenibili non riguarda una cerchia ristretta di consumatori orientati verso prodotti specifici, come gli alimenti equo solidali o i cosmetici cruelty free, oggi essere alla moda vuol dire fare acquisti consapevoli nel rispetto dell’ambiente. Da Stella McCartney a Zara, i marchi dedicano intere collezioni all’ecosostenibilità. 

Ma acquistare un capo ecosostenibile cosa significa? Significa conoscere la provenienza del prodotto, tracciare la catena di produzione di quel capo, se prodotto con fibre naturali e attraverso una filiera concepita secondo una logica ambientalista, orientate a minimizzare gli sprechi e l’inquinamento, tutelando gli interessi e i diritti dei lavoratori. Questo significa sacrificare il design dei prodotti? Assolutamente no! Oggi i brand che si affacciano alla mondo dell’ecosostenibile hanno compreso l’importanza di realizzare un prodotto accattivante, dal design ricercato ed esteticamente gradevole, che sia alla moda o che la crei. 

Negli ultimi anni la moda sostenibile conquista la nostra penisola, nascono nuovi brand concepiti secondo una valorizzazione positiva dell’ambiente e delle sue risorse, una scelta dettata sia da scopi puramente commerciali, che da un fine etico. Il grande vantaggio dell’Italia è di avere alle spalle una forte e duratura tradizione manifatturiera, conosciuta in tutto il mondo, con laboratori di artigiani sparsi su tutto il territorio. Parlare di made in Italy a livello mondiale è sinonimo di garanzia sia per la qualità che per la bellezza dei prodotti. 

Tuttavia quando si parla di sostenibilità italiana si pensa subito ad un prodotto costoso. Errato. Il primo mito da sfatare riguarda proprio i prezzi, in linea il più delle volte, agli standard d’acquisto a cui siamo abituati. E se pure, in certi casi, il prezzo sia leggermente più alto, lo si deve alla qualità e alla durabilità dei capi, sicuramente un modo diverso da quello della fast fashion, ma d’altronde un investimento sia per il nostro guardaroba che per il futuro del pianeta. 

Grazie alle innovazioni tecnologiche e al costante lavoro di ricerca, i marchi oggi garantiscano una maggiore accessibilità ai loro prodotti, in questo modo tutti possono avere la possibilità di acquistare in maniera eco friendly. 

Un altro aspetto da tenere a mente quando si vuole fare un acquisto consapevole ed ecologico sono le certificazioni tessili. Il più delle l’elevato costo dei prodotti è attribuibile alle certificazioni, le quali garantiscono che il brand in questione miri ad una produzione a basso impatto ambientale e senza sfruttamento animale.

Marchi di moda cruelty free

Le certificazioni che attestano che un brand sia cruelty free sono:

  • animal Free fashion
  • PETA
  • VeganOK
  • FurFree.

Per le aziende esibire queste certificazione determina un grade impegno sia dal punto di vista economico che produttivo, ma sopratutto un interesse verso l’argomento. 

Ma dove acquistare dei capi alla moda e allo steso tempo sostenibili? Di seguito una lista di marchi italiani, scelti per diverse categorie merceologiche, ma soprattutto per la volontà di abbracciare una filosofia ecologica, curelty free e nel rispetto dei lavoratori.

Ecodream

Firenze, da sempre la terra premessa di artigiani e manifatturieri della pelle abbraccia la sostenibilità con il marchio Ecodream di Alessio Baldi e Michela Badan. L’idea è quella di produrre borse zaini, portafogli tutti dagli scarti dei tessuti e della pelle. Tutti pezzi unici, in quanto dipende dalla disponibilità e dalla quantità dei materiali recuperati. Per entrare ancora di più in un ottica ecologica e cruelty free, il brand lancia anche la sua collezione vegana prodotta da fibra e cotone riciclati, ottenendo così le certificazioni tessili PETA e Reach. 

Tiziano Guardini

Infine chiuderei questa classifica con una nota poetica, quella di Tiziano Guardini noto stilista ormai completamente orientato alla sostenibilità. La sua ultima collezione in collaborazione con Mantero si è ispirata al mito di Atlantide per le stampe, ma il vero mito è la produzione dei tessuti Peace Silk. La seta degli abiti infatti è totalmente cruelty free. In che modo? Vengono prelevati unicamente i bozzoli abbandonati dai bachi una volta divenuti farfalle.

Marchi di moda sostenibile

Fili Pari

Chi ha detto che il marmo serve solo agli architetti? Alice Zantedeschi e Francesca Piovani, conosciutesi tra i banchi del politecnico di Milano, condividono la stessa passione: l’amore per la moda. Scoprono un materiale innovativo derivato dalla polvere del marmo e fondano il proprio brand Fili Pari. Giacche, parka, impermeabili tutto viene prodotto in maniera circolare, in quanto vengono riutilizzati gli scarti dell’industria del marmo, secondo un ottica assolutamente ecologica. Le colorazioni non sono chimiche, ma quelle derivanti dal naturale colore della pietra, beige, bianco, verde, grigio, nel rispetto delle risorse naturali e dell’ambiente. 

ID.EIGHT

Per gli amanti delle sneakers e degli animali, il brand ID.EIGHT è una soluzione vincente. L’idea nasce da Giuliana Borzillo, da tempo nel settore della moda e Dong Seon Lee, designer di importanti marchi di calzature e abbigliamento, i quali in poco tempo creano una vera e propria rete di consumatori fidelizzati al brand, uniti sia per la passione delle sneakers che per i valori morali alla base del brand. Il brand nato nel cure delle marche nel 2020, è vegano in quanto non utilizza pelle animale bensì materiali bio-based o artificiali realizzati con materie prime naturali, come la simil pelle derivata dagli scarti della frutta. Dal packaging ai lacci tutto ciò che riguarda le loro sneakers è ecologico. 

CasaGIN

Nasce a Padova il brand CasaGIN è il suo scopo è la produzione di intimo ecologico. Genuino, Innovativo, naturale, questi sono i punti cardine del brand il quale produce intimo vegan 100% naturale, sia per uomo che per donna, per tutte le età. Dall’abbigliamento intimo a quello dedicato al fitness, tutti i tessuti sono dermocompatibili, inoltre pensati per chi soffre di problemi dermatologici, allergie o eccessiva sudorazione. Le fibre naturali ricavate dal legno di eucalipto o faggio sono pensate appositamente per restituire comfort ed igiene a chi le indossa. Una realtà italiana che sfrutta il potenziale delle aziende locali, quindi con un impatto ambientale a chilometro 0 e la possibilità di tracciare la catena di produzione nel rispetto delle condizioni lavorative. 

Progetto Quid

Fare un acquisto ecosostenibile vuol dire conoscere le condizione di produzione del prodotto, la possibilità di tracciare la catena produttiva è importante sia per il rispetto dell’ambiente da un lato, sia per far si che i diritti dei lavoratori non vengano intaccati. A tal proposito Anna Fiscale ha costruito un’impresa sociale dal nome Progetto Quid, il cui obiettivo è formare donne (e anche qualche uomo) con un passato turbolento. L’impresa con sede a Verona, ha un impronta green, producendo i suoi abiti dal riciclo dagli scampoli di tessuto, le eccedenze che i grandi marchi di moda italiana e produttori tessili non usano più. Dal progetto nasce una collezione titolata Italian Summer dedicati ai luoghi più belli della nostra penisola, ad un prezzo competitivo.

Reduce Jeans 

Chi dice che i jeans non siano italiani, non sa che quelli ecologici sono nati a Napoli. Reduce è un marchio made in Italy che produce jeans ecosostenibili con cotoni bio certificati, cerniere e etichette prodotta da materiali riciclati e packaging compostabile. Ma l’attenzione alla sostenibilità riguarda anche la produzione. Il lavaggio dei jeans di reduce avviene con sostanze naturali e attraverso un processo he ridice del 50% il consumo I acqua. Inoltre vengono impiegate risorse rinnovabili e strategie di riutilizzo del vapore per il funzionamento delle macchine.  Ed è grazie a questi accorgimenti che il brand gode delle certificazioni tessili GOTS e Detox to Zero

Rifò

Niccolò Cipriani, ragazzo pratese di 29 anni ha sempre sentito parlare dei tradizionali “cenciaioli” di prato che riciclano abiti e tessuti usati. Da qui nasce la sua idea di lanciare un brand di tipo circolare  a km 0. Rifò è un brand di maglioni e polo in tessuto rigenerato; i pullover derivano da jeans riciclati o da cashmere rigenerato, mentre per le polo si contano 180 grammi di cotone riciclato ricavato da abiti destinati alla discarica e 5 bottigliette di plastica per ciascuna maglietta. Un vero esempio di incontro tra innovazione e tradizione orientata alla salvaguardia del futuro. 


Comprare sostenibile è una scelta, un modus vivendi che una volta intrapreso, giova a se stessi ed al pianeta attorno. Se si decide di vestire sostenibile bisogna però capire a quali brand affidarsi per l’ acquisto di questi capi i cui tessuti e qualità sono nettamente differenti da quelli della cosiddetta Fast Fashion.

Moda sostenibile: Italia, come punto di partenza

di Elisabetta Palermo

Nel precedente articolo sulla moda sostenibile, ho citato quanto sia importante comprare sostenibile e di quanto l’alto tasso di inquinamento provocato dalla moda “usa e getta”, risulti essere dannoso all’ambiente che ci circonda e a noi.  Il monito è quello di evitare acquisti sbagliati e non durevoli, abbracciando invece un’etica sostenibile.

Molti sostengono che i capi sostenibili hanno costi più elevati rispetto ai prodotti della Fast fashion, notizia in parte vera ma da motivare: i costi di produzione e di conseguenza quelli di vendita, sono più alti rispetto a quelli della low fashion  perché la qualità e la durabilità dei vestiti e degli accessori sono ineccepibili sotto ogni aspetto.

Brand sostenibili italiani: la produzione              

I capi sostenibili sono ormai acquistabili da tutti, per ogni tasca e stile: la differenza sostanziale rispetto alla moda “usa e getta” è nei tessuti ricercati ed ecologici, riciclati e nelle certificazioni tessili. Inoltre vengono assecondate le ultime tendenze in termini di stile e di design garantendo la resistenza alle stagioni e lo zero impatto ambientale.

In Italia molti brand hanno sposato la filosofia sostenibile, le cui produzioni vantano un lavoro serio di ricerca fatto di accuratezza nei dettagli. Questi marchi sono già noti da chi crede in questa etica e sconosciuti a chi, invece, rimane nelle proprie idee senza voler capire quanto sia fondamentale lo shopping etico per il benessere di noi tutti.

Marchi di moda sostenibili in Italia: piccola guida

Questi marchi di abbigliamento ecosostenibile italiani ci insegnano quanto le fibre ecologiche non siano nocive; quanto le tradizioni locali siano un modo per riciclare; ci parla anche di donne che hanno ritrovato dignità e lavoro grazie al sostenibile. Insomma tessuti riciclati, rigenerati, non inquinanti, innovativi ma soprattutto economici e  trendy!

I brand italiani di moda sostenibile da tener d’occhio e di cui offrirò informazioni in merito, sono:

  • Defeua
  • Arthur Stories;
  • Marisé Perusia;
  • Malìa Lab;
  • Quid;
  • Filipari;
  • Cingomma;
  • Rifò;

Moda ecosostenibile italia: qualche info in più 

Defeua è un brand genovese con delocalizzazione produttiva in Inghilterra  che si rivolge a uomo, donna e bambini per un look casual e sportivo. I tessuti usati sono fibre ecologiche quali il lyocell, il bamboo il poliestere riciclato, il cotone biologico e tessuti ecologici vari.

Anche i passi che consumiamo richiedono sostenibilità: ce lo insegnano due giovani designer trentenni di Roma , Marta Taronna e Sarah Parisi che lavorano per il brand di calzini Arturo Stories a Brescia. Il tessuto di questi calzini è il cotone lavorato rigorosamente in Italia, selezionato dai membri della Better Initiative. Inoltre nel loro package sono presenti ago e filo utili per poter ricucire il calzino nel caso in cui si consumi, quante volte si vuole!

Donne e moda sostenibile

Ci sono molte donne attive nel sostenibile. Tra queste figura la stilista Anna Fiscale e Progetto Quid.

Questo progetto sostenibile e sociale coinvolge le donne che hanno avuto un passato difficile.

Al Progetto Quid collaborano anche i grandi nomi della moda che donano il materiale avanzato così da farlo riciclare.

Si rivolge invece ad un pubblico femminile tra i 30 e i 50 anni il marchio Marisé Perusia. Brand di origine umbra, realizza abbigliamento sostenibile in fibre naturali e biologiche che coniugano unicità nello stile, eleganza e qualità. Tra le fibre ecologiche utilizzate vi sono il bamboo ed il lino.

Malìa Lab è un altro marchio dedicato alle donne dello stesso range d’età di Marisé Perusia.

La caratteristica singolare è lo stile classico, raffinato e la cura dei particolari dovuto dalla presenza anche della manifattura artigianale sartoriale. Comprare sostenibile da Malìa Lab vuol dire avere a che fare con capi i cui tessuti – che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nei precedenti brand – sono la seta buretta, la fibra di latte e la lana biologica.

Marche di abbigliamento ecosostenibili ed ingegno

Molte aziende sperimentano ed i risultati che ne derivano sono geniali: si pensi a Fili Pari di Alice Zantedeschi e Francesca Pievani le quali utilizzano una membrana presente nella polvere del marmo realizzando parka, giacche antivento, abbigliamento impermeabile e colorazioni diverse che derivano dalla circolarità di questa pietra.

Cingomma, azienda torinese esperta nella vendita di accessori sostenibili, lavora sulle materie prime rigenerate infatti attraverso il riciclo di pneumatici in disuso produce cinture, borse, portafogli, portachiavi, t- shirt ma anche complementi d’arredo.

Riciclo territoriale

Anche Rifò, brand di Prato fondato da Niccolò Cipriani  produce capi circolari, riciclati ed a km zero. Questo brand lavora sfruttando i vecchi capi, nel gergo i capi dei “ cinciaroli” , i quali vengono rigenerati . Questi acquisiscono nuova vita, ad esempio vengono creati pullover da vecchi capi in denim e maglioni dal cashmere rigenerato.

A proposito di capi adatti per i periodi invernali, ci spostiamo in Abruzzo alla scoperta del brand Wuuls fondato da Emanuela e Francesco Picchini. Questo brand mette al centro del suo lavoro un’ antica pratica, quella della tessitura della lana utilizzata per produrre maglioni riciclabili, sempre di moda, derivanti da materia prima trattata al vegetale. Scelgono quindi una materia prima organica senza fibre sintetiche e che viene trattata interamente al vegetale: questo rende i maglioni facilmente riciclabili.

I marchi del cruently free

Comprare cruently free/vegan significa non appoggiare le atrocità commesse sugli animali nella produzione di accessori e capi. Per evitare queste barbarie, la moda sostenibile utilizza tessuto alternativo. Molti marchi famosi negli ultimi anni hanno accolto il concetto di sostenibile e cruently free tanto da distinguere delle collezioni che seguono programmi sostenibili. In altre parole Zara, Asos, Elisabetta Franchi, H&M e altre firme creano collezioni vegan.

L’elenco di seguito indica i nomi dei brand del nostro territorio specializzati nel cruently free e che utilizzano fibre naturali:

  • WRÅD;
  • Quagga;
  • Tiziano Guardini;
  • Id Eight
  • CamminaLeggero;
  • Casa Gin;
  • Ecodream;

Animal free uomo e donna

WRÅD è un brand vicentino nato nel 2015 per uomini e donne tra i 18 e i 40 anni, che lavora nell’abbigliamento animal free ed  ecosostenibile tra il Portogallo e l’Italia. I materiali usati sono il cotone, il poliestere, lana riciclati oltre ad altri tessuti ecologici.

Quagga è annoverato tra i marchi animal free virtuosi. Brand bolognese, si è specializzato nella produzione di giacche ecologiche uomo/ donna  cruently free con le relative certificazioni e materiale di riciclo al 100%. La loro garanzia sono nello stile e nell’ innovazione.

Tiziano Guardini assieme a Mantero detiene il merito, consolidato anche con premi nel settore, di aver creato del vestiario in “Peace Silk”, che tradotto vuol dire “ seta non violenta” estratta dagli bozzoli abbandonati dei bruchi diventati farfalle. Il design delle stampe è mitologico, infatti le loro collezioni si ispirano al mito di Atlantide.

Scarpe ed accessori

Le scarpe e gli accessori rientrano tra i capi di vestiario che sfruttano molto gli animali, si pensi alla pelle. Tra le alternative sostenibili c’è Id Eight, brand giovanissimo nato nel 2020 grazie a Giuliana Borzillo e Dong Seon Lee, che ha il primato in Europa, specializzato in sneakers giovanili ed unisex di varie colorazioni e fantasie. ID EIGHT ottiene la pelle artificiale, presente nelle sue scarpe, da scarti di frutta e vegetali post produzione, poi utilizza materiali usati biologici e rigenerati da materie prime.

CamminaLeggero è un marchio di scarpe pavese, i cui modelli per bambini ed adulti si caratterizzano per un design semplice. CamminaLeggero pur di non usare pelli, cuoio, lana, seta o qualsiasi altro tipo di materiale ai danni degli animali, collabora nella sua produzione con l’artigianato locale del Nord Italia e utilizza la similpelle nelle scarpe o microfibra non inquinante e non allergizzante. Le suole delle scarpe sono in VIBRAM e i jeans in disuso vengono rigenerati.

Accessori ed intimo

Ecodream produce borse, zaini ed accessori vari per ogni tipo di donna assecondandone i vari stili. Tutti i suoi prodotti derivano dal riciclo di scarti di produzione tessile e dalla rigenerazione di camere d’aria.

I materiali  cruently free utilizzati sono la fibra, il cotone, lo juta e la camera d’aria riciclati.

Infine anche l’intimo e la moda mare sono cruently free e soprattutto benessere. Questo è uno dei mantra di Casa Gin, azienda padovana produttrice di  biancheria intima e di moda estiva per tutte le fasce d’età che si pone come obiettivo quello di garantire confort e igiene, grazie ai tessuti di origine naturale. Casa Gin è  l’intimo adatto per coloro che soffrono di problemi dermatologici, di eccessiva sudorazione e di allergie.

I materiali utilizzati sono animal free e al 100% fibre naturali, tra cui compaiono il TENCEL Modal  ed il TENCEL Lyocell.

Finalmente gli acquisti giusti!

In questo elenco ci sono i brand più innovativi ed etici in tema di moda sostenibile. In passato l’essere sostenibile era prerogativa per pochi, adesso invece è accessibile a tutti in termini di costi, di marchi e di stile! C’è solo l’imbarazzo della scelta, ma soprattutto sostieni la sostenibilità !

Scopri il progetto no-profit Vestilanatura.it

Vedi la mappa dei negozi di moda sostenibili realizzata da Il Vestito Verde

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