Quali sono i tessuti riciclati?

Redazione

Quello dei tessuti riciclati, ossia provenienti dagli indumenti usati e di altri prodotti tessili, sta diventando un tema sempre più importante, insieme ad altre buone pratiche di riciclaggio.

I clienti, le organizzazioni no-profit e persino l’industria del fast fashion stanno orientando le loro azioni e decisioni verso l’utilizzo di fibre tessili riciclate in modo più sostenibile. 

La produzione tessuti riciclati è, quindi, in aumento. Per quanto riguarda i tessuti riciclati Italia, vengono riutilizzati materiali ecosostenibili come lino, canapa e cotone. Vediamo di seguito come un tessuto riciclabile viene considerato ecocompatibile. 

Quali sono i tessuti ecosostenibili?

Tutti i tessuti richiedono risorse diverse durante il loro ciclo di vita. Dalla coltivazione e produzione delle materie prime, attraverso le varie fasi intermedie di lavorazione e fino alla fase finale, cioè lo smaltimento, c’è un certo impatto ambientale. 

Tuttavia, alcuni sono più virtuosi di altri e conoscere i materiali è il primo passo per iniziare a creare un guardaroba ecologico.

Tra i tessuti ecosostenibili è presente il lino, materiale naturale ricavato dall’omonima pianta. La sua coltivazione è considerata sostenibile in quanto richiede un numero esiguo di risorse rispetto, ad esempio, al cotone, ma può essere “brevettato” per un’eccellente ecosostenibilità, soprattutto se viene coltivato in modo biologico. 

Il lino cresce anche in terreni poco fertili e non adatti alla produzione alimentare, poiché ha un’elevata capacità di assorbimento di Co2. 

Le fibre ricavate possono essere intrecciate in materiali resistenti, durevoli e comodi da indossare anche quando le temperature salgono. Naturalmente, la modalità di trattamento e tintura di questo tessuto deve essere considerata da un punto di vista ecologico.

Un altro tessuto è la canapa, che viene usata da secoli per la produzione di filati. Purtroppo la sua filiera è in declino, ma si tratta di una pianta a bassissimo impatto che cresce rapidamente, necessita di poche risorse e non uccide il terreno in cui viene coltivata. 

La canapa è un tessuto simile al lino, fresco, morbido, resistente e anallergico ed è tuttora un’importante materiale ecosostenibile.

Poi c’è il cotone, una fibra naturale ricavata dalla morbida peluria (bambagia) che racchiude i semi di una pianta chiamata Gossypion. 

Utilizzato fin dall’antichità, il cotone è senza dubbio il tessuto più diffuso al mondo, ma per essere sostenibile deve essere prodotto con metodi di agricoltura biologica. 

Purtroppo, la produzione globale di cotone non è affatto rispettosa dell’ambiente (OGM, uso di grandi quantità di pesticidi e fertilizzanti, utilizzo di grandi quantità di acqua anche in Paesi con scarso accesso alle risorse idriche) e ci sono alcuni seri problemi per quanto riguarda le condizioni dei lavoratori. 

Il cotone è quindi una fibra che supera i controlli di sostenibilità solo se proviene da agricoltura biologica (una certificazione fondamentale per confermarlo è la GOTS) o dal riciclo.

Come si possono riciclare i tessuti?

Gli indumenti e i tessuti in buone condizioni possono essere rivenduti o donati. D’altra parte, gli articoli che non possono essere riutilizzati e vengono scartati vanno riciclati in nuovi prodotti, come i rivestimenti per sedie e sedili di automobili, gli stracci per la pulizia o il materiale per l’imbottitura dei materassi.

In ogni caso, i tessuti impiegano molto tempo a decomporsi se vengono gettati in discarica. Le fibre naturali impiegano centinaia di anni per decomporsi, rilasciando metano e anidride carbonica nell’atmosfera. E le fibre sintetiche? Non si decompongono proprio.

Il riciclaggio meccanico, chimico e termico sono le tecnologie di riciclaggio dei rifiuti tessili più comuni. Tutti questi metodi richiedono solitamente che il tessuto di scarto venga tagliato e sminuzzato prima della lavorazione.

Il processo di riciclaggio meccanico prevede che il tessuto venga tagliato e sminuzzato e poi lavorato ulteriormente in modo da recuperare le fibre e i filamenti per produrre nuovi tessuti o materiali. Ad esempio, nel trattamento termico dei rifiuti di cotone, questi vengono tagliati e triturati e convertiti in etanolo e biogas.

I materiali riciclati possono essere riutilizzati in diversi modi. Le fibre vergini vengono evitate e il materiale può essere trasformato in nuovi capi di abbigliamento, accessori o imbottiture per i sedili delle auto.

Di solito, le aziende usano le fibre riciclate per applicazioni industriali, tipo la produzione di prodotti ambientali che riescono ad assorbire il loro peso in olio fino a 18 volte.

Come riciclare il tessuto in poliestere?

Poiché il poliestere è un tessuto plastico che viene utilizzato nell’abbigliamento, soprattutto sportivo, il suo recupero è fondamentale.

I materiali di scarto della lavorazione delle fibre di poliestere, noti come “cascami”, vengono raccolti e riciclati e trasformati in Materia Prima Secondaria (MPS), che può essere riutilizzata in nuove applicazioni.

Per rendere gli indumenti più confortevoli, il materiale recuperato viene mescolato negli indumenti con cotone e altre fibre naturali e tessuto. 

I filati di poliestere sono caratterizzati da tenacità ed elasticità e sono particolarmente resistenti al calore, alle pieghe e all’abrasione. Grazie a queste proprietà, il poliestere viene utilizzato puro o in miscela con altre fibre artificiali, naturali e sintetiche.

Giusy Pirosa

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