Intervista a Marianna Miceli di Mad Mood

Redazione
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Dopo aver assistito e parlato delle sfilate di Mad Mood Milano 2018, un’intervista con l’organizzatrice dell’evento, Marianna Miceli, per conoscere meglio il mondo di Mad Mood e gli obiettivi a esso correlati.

Quando è nato il progetto Mad Mood e perché? È sempre stato presentato a Milano?

Mad Mood nasce nel 2016 come un progetto di promozione territoriale con l’obiettivo di raccontare il lifestyle della Puglia attraverso la creatività di giovani designer pugliesi. Si è sempre svolto a Milano perché da un’indagine è emerso che la Milano fashion week rappresenta l’evento più accreditato al mondo dopo il carnevale di Rio De Janeiro. Pertanto, ho ritenuto che raccontare il territorio, attraverso lo stesso alfabeto della moda proprio durante la settimana della moda più famosa al mondo, potesse garantire al progetto di intercettare un mercato nuovo e interessante.”

Mad Mood è proposto anche all’estero?

“Assolutamente sì. Subito dopo la prima edizione, ho iniziato a chiedere delle partnership con fashion week internazionali per esportare il format all’estero. L’esperimento ha avuto successo e a oggi vantiamo accordi con le fashion week di Serbia, Eurasian, Taraz, Lviv, Bulgaria, Polonia, Germania e India. Sono ora in corso accordi anche con Malta, New York e Los Angeles. Tali collaborazioni consentono a Mad Mood di raccontarsi al mondo della moda.”

Qual è stata la più grande soddisfazione con Mad Mood?

“Sicuramente le innumerevoli partnership estere strette in questi anni. Tieni conto che siamo partiti raccontando il territorio della Puglia attraverso la sartorialità di giovani designer pugliesi, ma è diventata successivamente una vetrina anche per giovani designer italiani e internazionali che scelgono la piattaforma di Mad Mood per raccontarsi.”

Come riesci a trovare i designer che partecipano al progetto? Su quali basi vengono scelti?

“I designer vengono selezionati in giro per le fashion week e sulla base di criteri che rispettino requisiti essenziali quali sartorialità, originalità e innovazione. Talvolta però il requisito principale è il mio istinto.”

Mad Mood si occupa solo di abbigliamento femminile o anche maschile?

“Ad oggi Mad Mood si occupa solo di abbigliamento femminile.”

Qual è stato il tuo percorso formativo e lavorativo per arrivare a Mad Mood?

“Sono un avvocato ma sono sempre stata affascinata dalle relazioni internazionali. Durante il mio percorso di studi ho avuto la fortuna di vincere una borsa di studio all’ONU e una alla Camera Arbitrale Internazionale di Milano. Ho sempre amato redigere contratti tra aziende internazionali e non sono stata mai un avvocato litigioso tra le aule di tribunale.

Durante il mio percorso lavorativo ho avuto l’opportunità di lavorare per Expo 2015 e durante quell’esperienza ho maturato l’idea di lavorare a un nuovo progetto, appunto Mad Mood.”

L’evento è proposto solo una volta all’anno o più?

Mad Mood viene proposto due volte all’anno: a settembre per l’edizione primavera-estate e a febbraio per l’edizione autunno-inverno.”

Che impatto pensi che abbia Mad Mood sul fashion system?

“Posso solo riportare esempi concreti: il vincitore del primo Mad Mood è stato assunto da un’azienda che è nostra partner, la Canepa SpA; un’altra stilista premiata, ovvero Fedra Couture, dopo Mad Mood ha viaggiato per un anno intero con l’evento e oggi a soli 24 anni ha il suo brand e il suo atelier a Taranto. Il vincitore di quest’ultima edizione, il vesuviano Ferdinand, si era già distinto ad Alta Roma ed è stato apprezzato dai buyer presenti all’evento.”

Cosa ti auguri per il futuro in merito a Mad Mood?

“Mi auguro che, partendo dal raccontare la Puglia, si crei un format che descrivi i territori italiani esaltando non solo il made in Italy ma l’identità di ogni singola regione.”

Per rimanere aggiornati su MadMood visitate il sito www.madmood.it

Francesca Berteotti

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